lunedì 20 dicembre 2010

pensare 'di' o pensare 'a'

"pensavo *tefelonare *per la società"
Ecco un'altra traduzione letterale
"estava pensando (em) ligar para a sociedade"
che provoca due errori di cui uno grave. Con grave si intende l'interruzione della comunicazione o il travisamento del significato.

Il verbo 'pensare' non regge quasi mai un oggetto tranne nel caso di frasi fatte quali: "io la penso così".

Il verbo 'pensare' regge sempre una subordinata esplicita:
"io penso che..."
oppure, come nel nostro caso, implicita:
"io penso di ..." .

Quando invece "pensa a qualcosa" ecco appunto la preposizione a che precede la cosa a cui si pensa.

Nel nostro esempio si tratta di una subordinata con lo stesso soggetto della reggente: "(io) penso di (io) telefonare..."

L'errore che abbiamo definito grave è invece l'uso della preposizione per invece della coretta a.

Cosa succede?
Usando la preposizione a indico giustamente il destinatario della telefonata.
Usando invece per, in italiano si capirebbe che la telefonata è fatta per conto della società e non alla società.
O in altro caso si capirebbe che la società è l'argomento della telefonata.

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